venerdì 5 novembre 2010

Il giovedì nero...di Europa League.

Avevo iniziato questo pezzo due settimane fa, poi lo avevo parcheggiato tristemente in bozze prima di cancellarlo del tutto alcuni giorni dopo, ma ieri l'argomento è tornato subito di attualità: 4 partite di Europa League e, ancora una volta, nessuna vittoria. Le giornate passano e la possibilità di avere tutte le 4 squadre eliminate dall'ex Coppa Uefa crescono a dismisura.

Nel Gruppo A la Juve ha pareggiato (per la quarta volta consecutiva ndr) con il Salisburgo concedendo il bis a due settimane di distanza dal pari in Austria. A giustificazione della truppa di Delneri i 67 infortunati della Juve cui si sono aggiunti anche Krasic e Legrottaglie mandando nel panico l'unico allenatore italiano che non riesce a farsi capire nemmeno dagli italiani. Ora la Juve è a 4 punti, tre di distacco dai temibili polacchi del Lech Poznan e dal Manchester City di Mancini sempre più allo sbraglio dopo che il Sun gli ha dedicato l'editoriale "Dead Manc Walking".

Nel Gruppo F il Palermo ha quasi salutato la compagnia. Due lezioni di russo in due settimane, ma i rosanero hanno imparato solo l'espressione все дома che in russo significa "tutti a casa". I siciliani sono terzi e molto probabilmente usciranno lasciando spazio allo Sparta Praga, non esattamente quel che si dice una grande del calcio europeo...

E' messa male anche la Samp nel Gruppo I: i doriani non hanno digerito nemmeno stavolta gli ucraini del Metalist Kharkiv e intanto aspettano la prossima prodezza di Cassano. Ovviamente fuori dal campo...

Chiudiamo con una sconfitta che mi ha fatto godere, quella del Napoli a Liverpool. Era un Liverpool B, ma appena Steven Gerrard (nella foto mentre zittisce i tifosi del Napoli) ha messo il piede in campo ha acceso l'autobus portando a scuola gli scolaretti azzurri. Cappello da asino per Dossena che forse ha patito la gara da ex. Perchè ho goduto? Perchè Mazzarri è per distacco l'allenatore più antipatico e antisportivo della nostra Serie A. Anche ieri sera le sue lamentele con l'arbitro si sono rivelate totalmente ingiustificate. Ad un certo momento del recupero, il suo labiale ha fatto trapelare un "vergogna" in direzione dell'ottimo direttore di gara.

"Vergogna" è quella che dovrebbe provare il nostro calcio di fronte alle figuracce espresse sui campi di mezza Europa. Ennesimo giovedì nero in attesa di un New Deal di rooseveltiana memoria.

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