mercoledì 23 giugno 2010
Australia - Serbia
È quasi commovente il modo con cui l'Australia tutta crede a una qualificazione che ai più pare un'utopia, un'esercizio di devozione a un Dio del calcio che di miracoli pare proprio cooncederne pochi. Se riflettiamo sul fatto che questo non è un Mondiale per eroi ma è un mondiale scandito da errori, arbitri cornuti e la solita tiritera sul pallone dalle traiettorie imprevedibili che va avanti, se la memoria non mi inganna, dai tempi del mitico Tango - Argentina '78, tanto per capirci - il destino dei simpatici amici canguri pare segnato senza la minima speranza. La Serbia poi è una squadra tosta, tutta nervi e scarpate, gente delle montagne testardi come muli:difficile pensare a una sbandata, a un colpo di testa di chi le partite importanti è abituato a giocarle e - soprattutto - a vincerle. Quindi non date retta al cuore e giocatevi il due su Australia - Serbia a 1.87, senza alcuna amarezza, nostalgia: il bello è averci creduto e magari sperato senza alcuna ipocrisia. Non è tempo per sogni, non oggi e nemmeno domani. Dopo si vedrà, nel frattempo non ci penso e corro verso la stazione che c'è un treno da prendere: il senso di colpa per quanto successo quattro anni fa ce lo terremo sul groppone ancora un po'. Pazienza, o forse no.
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