Non ci sono alibi ma nemmeno accuse per la nostra nazionale, c'è soltanto l'enorme amarezza nel constatare come sia finita oggi - 24 giugno 2010 - l'epoca di giocatori che hanno segnato questa difficile età di mezzo di molti di noi, trovatisi all'improvviso quasi trentenni senza nemmeno essersene resi conto. Un parallelo inevitabile, che piaccia o meno, e con Cannavaro in difficoltà, Buffon con l'ernia e Grosso a casa ci si ritrova in questi anni importanti un pochino impreparati, sgomenti e impauriti, arrabbiati - perché mai? - come Lippi alla conferenza stampa del dopo partita.
C'è poco da dire, da spiegare, da tentare: si è stati eliminati perché si era terribilmente più scarsi, senza uno straccio di idea, di intenzione, di gioco. Non si poteva fare meglio di così perché chi è andato in Sud Africa se l'è meritato, poche balle, così come chi è rimasto a casa: questo è ciò che il nostro calcio può dare ora e magari c'è anche da ringraziare chi in campo non mette nemmeno un italiano e piuttosto fa giocare un Quaresma qualsiasi.
Un'ultima cosa.
Non si può che giocare adesso nell'immaginarsi tra quattro anni. Qualche ruga in più e pure qualche capello bianco, cinque chili di troppo - qualcuno un figlio - ma sicuramente ancora così capaci di entusiasmarci per un gol, un dribbling riuscito, un'emozione abbozzata.
Coraggio.
E, ancora più importante, ciao Marcello e grazie di tutto.
Nessun commento:
Posta un commento