Potrei stupirvi con titoli ad effetto come "Nei kiwi c'è il ferro, negli italiani c'è il calcio" oppure "Vecchia Italia? Nuova Zelanda", ma fate finta di non aver letto niente. Ci servono i tre punti e ci tocca la Nuova Zelanda: con tutto il rispetto per i "kiwi" poteva andarci peggio. Siamo agli antipodi geografici e della tradizione calcistica, ma non per questo significa che sarà una passeggiata visto che alla Confederations Cup dell'anno scorso abbiamo vinto 4-3 con beneauguranti doppiette di Iaquinta e Gilardino che dovrebbero comporre il tandem d'attacco di oggi. A proposito: visto che si può giocare anche sul primo marcatore io dico Vincenzone Iaquinta (5) con annessa esultanza smodata nei pressi della bandierina del pittoresco stadio di Nelspruit con i piloni che ricordano le giraffe e i seggiolini bianchi e neri a richiamare le zebre.
Capitolo Nuova Zelanda: tiriamo in porta. Tra i pali infatti c'è tale Paston che all'esordio è sembrato poco più che un citofono con prese a saponetta e uscite fuori luogo. Se ci aggiungiamo l'effetto Jabulani, il fatto di giocare in semialtura e Saturno che incrocia la costellazione di Orione può anche segnare quel budino di Montolivo: beh forse sto davvero esagerando.
Se non vinciamo oggi non vinciamo più: tre punti all' Italia (1.22) e, visto che la quota è bassina, sbilanciamoci sul risultato esatto 2-0 (4.35), ma io non vi ho detto niente.
domenica 20 giugno 2010
Italia - Nuova Zelanda
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